30 ottobre 2021 - 9 gennaio 2022

• GUSTAVE DORÉ

illustra la divina commedia di dante alighieri

Nell’ambito delle celebrazioni dedicate al 700° anniversario della scomparsa di Dante Alighieri (1265 – 1321) la mostra d’arte Gustave Doré illustra la Divina Commedia di Dante Alighieri presenterà 93 xilografie rappresentanti la Divina Commedia, realizzate tra il 1868 e il 1869.

Nel 1868, Doré inizia ad illustrare la Divina Commedia: da questo momento il suo successo cresce in modo esponenziale portandolo a realizzare non semplici incisioni ma vere e proprie tavole capaci di entrare in profondità e trasportare l’osservatore all’interno del Poema Dantesco. 

Gustave Doré non possiede solo un incredibile talento per la composizione e il disegno, ma un vero e proprio occhio visionario che gli permette di entrare in profonda connessione con il viaggio dantesco.

Il catalogo dedicato alla mostra, contenente testi di esperti e critici d’arte, documenti storici e biografici e schede tecniche delle illustrazioni originali del 1868 sarà distribuito fino ad esaurimento. 

• GUSTAVE DORÉ

CENNI BIOGRAFICI

Paul Gustave Louis Christophe Doré, (Strasburgo, 6 gennaio 1832 – Parigi, 23 gennaio 1883), è stato un pittore e incisore francese. Disegnatore e litografo, è noto soprattutto per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante, ma questa opera è solo una delle molte che ha illustrato. Le sue incisioni rispecchiano un gusto romantico, accostato a una visione epica e drammatica.

Doré, artista eclettico e poliedrico, ha esercitato una notevole influenza sulla genesi del fumetto e della cinematografia. 

All’interno della mostra uno spazio sarà dedicato a I Sogni di Pietra, percorso con focus sulle Carceri d’Invenzione di Giambattista Piranesi, il più grande incisore di tutti i tempi la cui opera è riferimento e ispirazione nelle varie forme espressive dell’arte.

• GIAMBATTISTA
PIRANESI •

I "SOGNI" DI PIETRA

• DANTE ALIGHIERI •

LA DIVINA COMMEDIA

[…] Solo così, scoprendo la diversità di Dante, potremo confrontarci con lui e cogliere appieno la grandezza e l’attualità del suo pensiero. Solo così potremo apprezzare la sua straordinaria innovazione linguistica che è alla base della nostra lingua italiana e, indagando attentamente i suoi versi, potremo ritrovare le radici della nostra identità nazionale e quegli aspetti che sono all’origine della nuova sensibilità moderna.

Prof. Giorgio De Conti

GEnnaio 2022 - dicembre 2022

• FRANCISCO GOYA

I capricci e
I disastri della guerra

Francisco Goya (1746 – 1828) è considerato uno degli artisti più importanti del XVIII e XIX secolo grazie alla sua capacità di ritrarre la drammaticità dell’esistenza umana con un realismo che colpisce violentemente lo spettatore.

Nel 2022 la sua figura sarà protagonista di due mostre d’arte che contribuiranno ad motivare il tema generale del progetto espositivo, un invito a riflettere sulla vita e sull’uomo contrapponendo bene e male. 

A dare il via sarà la rassegna dedicata ai Capricci, un ciclo di 80 incisioni rappresentanti immagini di fantasia caratterizzate da una satira pungente che descrivono gli orrori dei vizi umani, delle stravaganze e delle follie comuni a tutte le società civili.

Seguiranno poi i Disastri della Guerra, un ciclo di 82 incisioni che denunciano atrocità, crudeltà, terrore, ingiustizia, miseria e  conseguenze fatali della guerra. È la cultura che avvalendosi della ragione cerca di allontanare pregiudizi,ignoranza e superstizione per migliorare le condizioni sociali e favorire un futuro in cui il sonno della ragione non possa generare mostri.

• FRANCISCO GOYA

CENNI BIOGRAFICI

Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) è stato un pittore e incisore spagnolo.

Considerato il pioniere dell’arte moderna, è stato uno dei più grandi pittori spagnoli vissuti tra la fine del XVIII secolo e dell’inizio del XIX. I suoi dipinti, i suoi disegni e le sue incisioni riflettevano gli sconvolgimenti storici in corso e influenzarono i più importanti pittori coevi e del secolo successivo. Goya è spesso indicato come l’ultimo degli antichi maestri e il primo dei moderni.